Ciò che porta il Granduca

mostra personale di Guido Volpi

“Non ero mai uscito dall'Europa, viaggiare attraverso la Thailandia mi ha sconvolto. Al ritorno ho iniziato subito a disegnare, per non dimenticare nessun dettaglio. Sono andato alla ricerca di libri, riviste, guide turistiche dedicate all'oriente, sempre più affascinato da culture che credono negli spiriti, da popoli che vivono solo in mare, da templi dedicati alle scimmie e da interi quartieri trasformati in mercati a cielo aperto. Ho disegnato giungla, animali, simboli religiosi e scene mitologiche; ho riprodotto arazzi e finte carte da parati, ho costruito macachi veri e propri.

Posso dire che in questi ultimi due anni bolognesi, in realtà io abbia trascorso la maggior parte del mio tempo a vagabondare in Asia, per questo la mostra è interamente dedicata all'Oriente: storie, miti, cultura e iconografia, quella reale e quella che ho immaginato.”

In occasione di Art city 2020, Artierranti presenta Ciò che porta il Granduca, mostra personale di Guido Volpi, allestita nelle sale del Museo di Speleologia Luigi Fantini, che, riaperto da poco più di un anno, per la prima volta partecipa al week end dell’arte bolognese. La mostra si configura come punto di arrivo di un lungo processo di ricerca iniziato due anni fa, quando l’artista ha viaggiato in Thailandia. L’esperienza è stata una sorta di epifania: da quel momento si è spinto a cercare sempre più in profondità, tra le stratificazioni culturali di un paese in cui miti, leggende e spiritualità impregnano e compongono il quotidiano. Dove simboli e gesti richiamano ancora una storia antica. Una collezione di forme straordinarie che raccontano un percorso e una visione intima di un’alterità inaspettata. Da qui la scelta di avere come sede espositiva Porta Lame, storicamente uno dei cammini che legavano Bologna al mare, e del Museo di Speleologia al suo interno. I reperti custoditi all’interno delle teche, così come gli oggetti e le fotografie appartenuti al suo fondatore Luigi Fantini, dialogano con il lavoro dell’artista sul terreno comune dello stupore e della meraviglia. Un racconto per immagini che si intreccia con il percorso lungo e tortuoso del Chao Phraya, uno dei fiumi principali della Thailandia, talmente importante per i suoi abitanti da essere chiamato Granduca.

Il titolo della mostra ci racconta dunque di tutte quelle storie trasportate da questo maestoso fiume, che tappa a tappa raccoglie e restituisce memorie a chi ha voglia di ascoltarle.

Museo di Speleologia Luigi Fantini

Cassero di Porta Lame, P.zza VII Novembre 1944 n° 7 e 7/2.

24 - 27 GENNAIO 2020

Orari di apertura in occasione del weekend di ART CITY Bologna

venerdì 24 gennaio | ore 18- 22

sabato 25 gennaio | ore 10-22 

domenica 26 gennaio | ore 10-20 

lunedì 27 gennaio | ore 15-19

Biglietto d'ingresso: Ingresso gratuito

Tel: 346 805 2941

© 2020 Artierranti

associazione culturale

Via Sant'Isaia,

40126 Bologna BO

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