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Monica Lughezzani

“QUATTRO QUARTI, UNA MISURA PERFETTA”

(CHE DISASTRO ESSERE EBREI)

Monologo in un atto di Monica Lughezzani

 

Il monologo è un viaggio ideale nelle emozioni e nelle sensazioni.

Più che una storia narrata seguendo il filo di un racconto, è un insieme di immagini, di flash che “dipingono” la condizione degli Ebrei all’indomani della promulgazione delle leggi razziali (1938) e che, passando per il ghetto, arriva all’”inferno” del campo di sterminio.

Presento i campi di concentramento e di sterminio: illustro il progetto della “Soluzione Finale della questione Ebraica”, parlo del concetto di razza.

Nel corso dell’esposizione si alternano momenti di creazione empatica, emotiva (durante i quali cerco anche di strappare un sorriso), a momenti di citazione storica e di dati scientifici, ad esempio sulle metodiche dell’eliminazione (iniezioni di fenolo piuttosto che camere a gas).

Cerco di far immedesimare le persone nei sentimenti e nelle sensazioni di chi, all’epoca, si è, improvvisamente, trovato in una condizione di emarginazione e di paura, di deportazione e morte.

Racconto come era il “viaggio” in treno e l’arrivo ad Aushwitz (dove il lavoro rende liberi); spiego l’inumana condizione di vita nel campo e l’annientamento e lo sfinimento portato avanti dall’industria dello sterminio.

Per quanto possa sembrare difficile, tuttavia, il mio lavoro si chiude con un inno alla vita, all’amore e alla speranza, senza le quali non potremmo nemmeno immaginare un domani.