quadrata

Giulia Martini

Una personale di Giulia Martini

Domenica 30/03 ore 18.30 _ 22.00
Lunedì 31/03 ore 10.00 _20.00

CostArena – Via Azzo Gardino 48, Bologna.

Il lavoro si dispone sul filo della coscienza, delineando un traguardo tra ciò che è, e quindi c’è, e ciò che potrebbe essere.
L’artista indossa le fattezze di demiurgo, proponendosi come creatore di somiglianze ed artifici.
Un’azione in corso, una sospensione temporale di un accadimento, correla tutte le opere, in una dimensione artificiosa che sfiora e contestualizza il dato naturale. Le opere trattano la natura come dato esemplare in una sorta di dicotomia tra la rappresentazione in sé e la materia che effettivamente viene usata per la realizzazione. L’ambiguità della natura diventa punto focale per costruire l’artificio  naturale e svelarne le contraddizioni.
Il fattore naturale viene usato come occasione per andare oltre, in uno stato di presa di coscienza del vivere quotidiano. Un pretesto tematico per inoltrare un pensiero più ampio che va al di là dell’oggetto presentato. Un aspirare a ciò che può sembrare più etereo, come anima o spirito, ma che in realtà ha sede nel nostro corpo: una bipartizione tra materia e non materia, tra corpo e sensibile.
L’intuizione è quella di mostrare ciò che rimane sulla pelle, renderlo etereo come sostanza di spirito senza dolore, come presa di coscienza di se e del mondo circostante, come riappropriazione di uno spazio interno fatto di luce.
La smaterializzazione ha come scopo rendere tangibile e percettibile ciò che si pensa intangibile: assonanze di suoni, archeologie di immaginari e tecniche  evoluzionistiche di semina.
Il percorso si apre con uno sguardo ampio, privo di ostacoli visivi, giocato tra la dimensione sospesa e la concretezza del quotidiano.
Il visibile viene rappresentato come dato di fatto, come ciò che rimane dopo un pensiero, l’azione subito conseguente, quella sensazione che resta per pochi secondi sulla punta delle dita.

” La realtà è costituita da dicotomie, almeno apparentemente, ma guardando in profondità sono frammenti di uno stesso insieme. Lasciando aperta la lettura, in assenza di parole ma con un linguaggio universale, tento di indagare questi aspetti.”
Giulia Martini