CUORE DI LATTA – Festival di Arti e Cultura su Amore e Potere

Cartografie. Il mito del dentro e del fuori

MOSTRA COLLETIVA @ Cuore di latta

12-14 Marzo 2015   Spazio OZ, Via Stalingrado 59 – Bologna
Curatori: ArtiErranti, Rossella Iorio, Umberto Baccolo      Allestimento: ArtiErranti, Rossella Iorio

La mostra collettiva presentata in occasione del Festival Cuore di latta ha avuto fin dalla sua genesi, l’intenzione di presentare un percorso visivo e percettivo in cui il corpo dei visitatori potesse immergersi, muoversi e riflettere catturato dagli input proposti dagli artisti, pensieri-immagini su Amore, Potere, Potenza.

L’esperienza visiva parla del continuo gioco dei limiti come condizione sociale e personale, del ruolo attivo dell’essere umano nella possibilità di creazione di vie di fuga che talvolta si realizza attraverso la possibilità di dire no (Michela Tobiolo). Parla di spazi stranianti che diventano specchio o addirittura simbolo di un Sempre Presente senza progettualità vitale (Flavio Sciolè). Anche questo, un gioco sul filo del rasoio, capace di rovesciare la sua prospettiva nello stesso istante in cui lo si coglie. Eterno presente o continuo sfuggire della propria identità? (ZoodiNebbia). Esiste tuttavia la possibilità di guardarsi come volontario prigioniero delle proprie sicurezze e convenzioni, provare l’esperienza di essere sia dentro che fuori, come se si osservasse il mondo da finestre senza maniglie ed una porta che si apre sull’ignoto (Giorgia Casadei). Consapevolezza personale quindi, come unica possibilità per poter progettare il cambiamento, un’analisi microscopica senza esclusione di colpi che non permette più di individuare un’alterità assoluta e negativa: il ruolo della vittima e del carnefice non è più definibile, è parte integrante dei meccanismi capillari del potere che inevitabilmente ciascuno di noi ha appreso (AkaB). Sono gli eccessi e le illuminazioni subitanee che permettono l’incipit di una comprensione. E’ l’accettazione dell’essere ibrido o per dirla con Deleuze, del divenire-animale che permette di restare in agguato per rispondere a stimoli ed emettere segni (Darkam, Nicola Alessandrini). E’ la deterritorializione della visione che ne permette la ricerca verso nuove prospettive (VVVB). E’ un concetto che richiede l’intuizione di corpi pensanti per potersi concretizzare (HW_jr), che ci spinge fuori con forza, dal dentro del pensiero-immagine legandosi direttamente al fuori tracciando la prima linea di una possibile mappa, di una possibile cartografia del presente.

Rossella Iorio